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La Guerrera

15 Mag

Guerrera ballo lowLa Eroina volognese dalla penna di Marilù Oliva e le matite di Niccolò Pizzorno

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Jim Morrison

6 Set

Jim Morrison plexiglass 100×100 cm

Mostra Personale di Niccolò Pizzorno

3 Ago

è il momento di fare un post, perchè di post- mostra si tratta, si e svolta in un ambiente accolgliente e raffinato L’Atelier di SARAH GISMONDI in Via San Vincenzo 26\1a a Genova  una vera “Bottega delle idee” come la stessa Sarah ama definirlo, oltre che alla mia mostra personale ho collaborato con Sarah Elisabetta e Alessandro ,che insieme formano il trio “LoGiCo” che nasce dall acronimo dei loro cognomi Alessandro LOffredo, Sarah GIsmondi,Elisabetta COmotto , alla creazione di una lina di gioielli che abbiamo chiamato “OLTRE” la quale è ispirata alle mie ultime creazioni in plexiglass, per me mie opere ho sfruttato una tra le ultime tecnologie di stampa che viene applicata nella crezione di insegne pubblicitarie e di oggetti di design, con questo concetto ho creato dei motivi che ho fatto riportare su unas lastra di plexiglass, la quale è stata successivamente tagliata e lavorata da Elisabetta e Alessandro formando: anelli, collane bracciali, orecchini. Infine ho dipinto a mano ogni singolo pezzo in modo da garantirne l’unicità e la irriproducibilità in N multipli andando contro la stampa posta sul tetro della lastra. Lascio a voi lettori le parole di Sarah Elisabetta e Alessandro sulla collezione.

LA COLLEZIONE “OLTRE” BY LOGICO PRENDE CORPO DAL  CONCETTO DI TRASPARENZA ISPIRANDOSI ALL’ARTE DI NICCOLO’ PIZORNO CHE HA DIPINTO OGNI  GIOIELLO FACENDONE, COSI’, UN PEZZO UNICO.
LA LUCE DISEGNA, COME IN UNA FOTOGRAFIA, LE  PENNELLATE DI COLORE CHE COMPLETANO LE CREAZIONI IN ARGENTO 925/..
L’INVITO E’ QUINDI RIVOLTO A CHIUNQUE DESIDERI  CERCARE “OLTRE” L’APPARENZA.”
Ora Parliamo della Mostra, Lascio la parola a VALENTINA iSOLA che ha curato la recensione alle mie opere:

Niccolò Pizzorno, giovane artista emergente genovese, con però, un già ben solido background ricco di mostre ed esposizioni, anche al di fuori dei confini municipali (tra le più recenti ricordiamo quelle di Roma e Ferrara), propone con questa nuova personale un interessante excursus all’interno del suo “fare” artistico: dagli esordi al periodo più recente, dalle illustrazioni su carta con tecnica mista alle ultime illustrazioni rivisitate, “rese altro” e inserite su nuovi e diversi supporti, dalla ritrattistica più “accademica” (pur nella sua immediatezza tangibile) ad una nuova concezione di ritratto che diventa ora, quadro simbolico carico di significati e contenuti, ora opera seriale e mitizzata, ora raffigurazione contaminata da stili differenti tra loro, solo apparentemente inconciliabili. L’iter creativo di Pizzorno risulta sempre in crescendo dal punto di vista ideativo e realizzativo e giunge, infine, in una continua sperimentazione, alle particolari installazioni dalle soluzioni originalissime ove regnano l’artificio della luce a led e della stampa digitale e la fluidità dei dipinti e dei colori riportati su plexiglass, quasi fossero acqua.

L’esposizione è suddivisa idealmente in sei parti per facilitare la “lettura” e la comprensione di questo percorso alla scoperta di un giovane artista, già così eclettico, poliedrico e prolifico.

 

Nella prima parte ”Illustrazioni”, sono inserite entro cornici essenziali e monocromatiche (nere) e posizionate a mosaico, le “scene clou” e più significative di alcuni lavori che Pizzorno ha svolto negli anni scorsi e più recentemente: si va dall’omaggio a Nick Eggenhofer, celebre disegnatore del genere western, all’interpretazione fantasy-spaziale del libro “Ricordiamo per voi” di Philip Dick, alle atmosfere gotiche reminescenti dell’espressionismo tedesco ed austriaco create ad hoc per il libro “Fiume Pagano”, a quelle fantasy-storiche per “La lunga guerra” entrambi di Laura Costantini, alla “graphic novel”, a tinte horror, “Lacey” di Stefano Romagna, alle illustrazioni per “Il Settimo Plenilunio” di Carlo Menzinger, storia gotica di vampiri, licantropi e ambientazione fantascientifica, alle immagini di gusto sofisticato e delicato nella scelta dei colori per “Antologia” opera in uscita di Laura Costantini, ai disegni per “Il cowboy che sapeva volare” di Fabio Giovinazzo, un work in progress in fase di ultimazione che segna l’inizio della collaborazione tra i due artisti genovesi, fino al tributo per “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, il romanzo di fantascienza scritto da Philip K. Dick nel 1968.

 

La seconda sezione è suddivisa a sua volta in due parti: “Serie Ritratti vari” e “Collezione in giallo” per Festival del Crimine ’10 di Satura.

La “Serie Ritratti vari” è una galleria di personaggi noti come Freddy Mercury, Steve MacQueen e perfetti sconosciuti, amici, “committenti”, critici, conoscenti.

Questi dipinti sono molto diversi tra di loro, a volte carichi di colori accesi e cristallini e altre volte impregnati da tonalità cupe e dense.

Quasi tutti i ritratti di Pizzorno sono resi con pochi ed essenziali tratti, caratteristica che non limita però il risultato finale: volti espressivi che comunicano con chi li guarda, sia quando essi si rivelano direttamente e senza filtri allo spettatore sia quando il loro sguardo è restio a palesarsi rimanendo sfuggente, intimista e rarefatto. Il punto centrale di questi visi è quindi costituito dagli occhi anche quando questi sono socchiusi, rivolti altrove, nascosti, e/o al contempo sottolineati da grandi lenti da sole scure, da ombre cupe, da occhiali da vista e incorniciati da ciocche di capelli che conferiscono movimento.

Il “modus operandi” dell’autore e il suo tratteggio non è sistematico ma muta in ogni ritratto perché ogni soggetto viene interpretato in maniera diversa, così come differenti sono i soggetti raffigurati e le influenze che vi vediamo trasposte. Alcuni visi sono eterei ed evanescenti nei tratti così come nei colori trasparenti e fluidi come le sue linee, ma al contempo terreni, altri sembrano abbozzi ora chiusi in morbide linee munchiane, ora in scomposizoni dal gusto cezanniano (cubista), altri ancora, come quello di Linda Baracchini, divengono una sorta di emblema dell’ideale femminile di fine gusto Art Nouveau, ma solido e imponente nelle sue forme aggraziate d’ispirazione klimtiana.

 

La terza parte “Incisioni & sperimentazioni” presenta l’unione tra antico e moderno: incisioni che si mischiano con acqueforti e acquetinte prima su un supporto cartaceo e poi su una lastra di acciaio che sembra richiamare la solidità delle formelle bronzee del “Banchetto di Erode” di Donatello con sfumature nero-argentee invece che dorate. Qui, Pizzorno da prova della sua capacità di passare con disinvoltura da una tecnica all’altra e di fonderle insieme in maniera originale e personale, senza cadere mai nel banale, nel retorico, nel ”già visto”. L’artista si conferma duttile, versatile e con un’idea di sperimentazione artistica che non si limita in standard meramente predefiniti e che non si confina in alcune limitate tecniche, ma si apre al mondo nella sua interezza e con uno sguardo e un’interpretazione poliedrica, a tuttotondo, dell’atto che concretizza la percezione visiva.

 

 

 

La quarta sezione “In design” non è solo semplicemente dedicata alle illustrazioni reinterpretate nell’ottica del design, in cui le linee si fondono in un tutt’uno con lastre di alluminio o con pannelli in plexiglass, ma a veri e propri oggetti di arredo high tech, che bene si inseriscono in ambienti moderni. Pizzorno volge la sua vena artistica, suffragata dall’esperienza, sebbene la giovane età, verso la fusione tra arte in senso stretto, arte come illustrazione e arti applicate, in un connubio in cui anche le linee dei soggetti rappresentati sembrano fondersi con maestria con i materiali: trame sottili di laminato di alluminio contribuiscono a rendere i colori, forti e accesi, mitigati dai riflessi metallici della base. L’originale esposizione prevede l’accostamento di questi complementi d’arredo-opere d’arte multifunzione con le opere originarie sulle quali ha operato le trasformazioni, tese verso le arti applicate; il soggetto muta non solo con il cambiamento di supporto, ma anche decontestualizzandolo dall’accezione originaria e “classica” di “opera d’arte da esporre in una galleria” . Il giusto risalto va dato a uno dei suoi ultimi lavori, dal titolo “Nuovo astratto”, un plexiglass dipinto e incorniciato da una sottile cornice di alluminio. Questa composizione è un divenire di fluide e sinuose linee che sembrano suggerire, a una prima osservazione, forme tangibili: una mano, un collo, un profilo. La riproduzione tecnica delle immagini che tende all’infinito, in realtà, non le fa più percepibili e distinguibili ma ormai pure linee curve e seriali nello spazio: soggetti astratti, appunto.

 

 

La quinta parte è da ritrovarsi in “Schermi Armoled ritraggono Osama Bin Laden”, acquerello su foglio ruvido dai colori azzurri e freddi che si combinano con caldi gialli dorati, punto di partenza del suo cambiamento: astrazione, scomposizione e sovrapposizioni di forme le une sull’altre come tasselli di un collages o come tante finestre di un pc. Quest’opera dal sapore cubista presenta il grande potere illusionista dell’opera d’arte “alla Escher”; si intravedono, infatti, tra gli schermi Armoled (il futuro di monitors e tv) svolazzanti in un azzurro cielo e sotto le linee sfaccettate e le campiture di colore alla Braques, le Torri gemelle e un ritratto di Osama Bin Laden: una metafora sulla precarietà della tecnologia, solo apparentemente infallibile e immune dagli “imprevisti”, così come la nostra società non è immune dagli istinti primitivi della guerra, dalle spartizioni territoriali per l’egemonia e il potere. Tecnologia e società, quindi, non sono macchine perfette, ma perfettibili così come lo è la stessa arte.

 

L’ultima e sesta sezione della mostra “La fine è il mio inizio”, è interamente dedicata al “punto di arrivo”, all’oggi, alle sperimentazioni sempre più estreme e personali di Pizzorno; ecco, allora un quadro dalle grandi dimensioni, 100 x100, che diviene installazione tramite l’utilizzo di materiali moderni come l’alluminio, il plexiglass e l’originale illuminazione a led. L’opera è una fusione perfetta di stili diversi nella quale si possono scorgere, infatti, il ritratto digitale di Jim Morrison, sullo sfondo, le righe di una sorta di pavimentazione-piatattaforma, in prospettiva, che richiama i videogames elettronici, vari tasselli di un mosaico di fogge e forme differenti, una croce, il corpo quasi efebico di una donna ritratta di schiena (che sembra richiamare le fattezze dell’androgino), con il viso, però, rivolto verso lo spettatore come fossero due esseri di una stessa entità.

 

Lo sfondo si fonde con i vari livelli sovrapposti, con il ritratto virtuale, con la croce, con la figura umana da tergo fino a divenire una sola opera. E’ un collàges contemporaneo che pur essendo tale, è anche un mosaico di reminescenze di svariata natura: piccoli riquadri con rami bianchi, una sorta di albero della vita, uniti tra loro su fondo nero, come gli omini di Keith Haring e larghe campiture di colori caldi e freddi come un quadro di Braque.

Tutto, in questo pannello, oscilla tra reale e irreale, tra dimensione tangibile, vera, prospettica e dimensione impalpabile, di fantasia e senza schemi che la ingabbino, tra vita e morte, tra sacro e profano, tra linee squadrate e linee curve in un connubio che ha del magico e del magnetico.

 

 

VALENTINA ISOLA

Vi aspettiamo Numerosi alla prossima mostra !

 

 

 

 

Jason Bourne

2 Ago

The bourne identity

Illustrazione dedicata a Jason Bourne, l’ agente segreto nato dalla penna di Robert Ludlum e portato sul grande schermo da Matt Damon

disegno

pubblicato su Film TV

“Donne e così sia” racconti di Assunta Altieri illustrati da me

1 Ago
La mia amica

Illustrazione per il racconto "la mia amica" tratto dalla raccolta "Donne e così sia" di Assunta Altieri

http://racconti-assunta-altieri.blogspot.com/2011/07/la-mia-amica.html qui trovate il racconto

Osama Bin Laden ritratto da un’insieme di schermi amoled

1 Ago

Osama bin laden ritratto da un'insieme di schermi amoled

Primo post su questa piattaforma!

Ciao a tutti! sono Niccolò Pizzorno illustratore posto qusta immagine che correderà un’antologia sul decennio 2000 2010 curata da Laura Costantini edita da Historica edizioni

Hello world!

1 Ago

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